giovedì 7 maggio 2015

Quanto può valere una password: per gli utenti internet 70 euro






Una ricerca Trend Micro svela che Il 56% degli utenti sarebbe disposto a offrire alle aziende le proprie informazioni, se fossero ricompensate

Milano, 7 Maggio 2015 – I consumatori vogliono privacy, ma non adottano particolari accorgimenti per proteggersi. Questo è quanto emerge dall’ultimo studio Trend Micro, leader globale nella sicurezza per il cloud, realizzato in collaborazione con Ponemon Institute. La ricerca, intitolata “Privacy e sicurezza in una vita connessa” rivela che solo il 44% dei consumatori crede che i benefici dell’Internet of Things (IoT) giustifichino le preoccupazioni che riguardano la privacy, mentre il 75% del campione ritiene di non avere alcun controllo sulle proprie informazioni personali. La ricerca mette a confronto anche la percezione che i consumatori hanno della privacy e il valore riconosciuto ai dati personali.

Un dato sorprendente rivela che la maggior parte dei consumatori, il 56%, sarebbe disposta a offrire alle aziende le proprie informazioni come genere, nome, abitudini di consumo e addirittura stato di salute e credenziali di log in, se fossero ricompensate. Nel caso in cui fosse richiesto, gli utenti metterebbero anche delle etichette con i prezzi alle loro informazioni personali, con costi che variano da 2,66€ a 69,55€

Dalla ricerca emerge che il costo medio percepito per un’informazione personale è di 17,98€


Questo il valore medio che i consumatori attribuiscono ai propri dati:

  • Password – 69,55€
  • Condizioni di salute – 54,87€
  • Informazioni bancarie – 33€
  • Cronologia degli acquisti – 18,90€
  • Dati di localizzazione – 14,77€
  • Indirizzo di residenza – 11,84€
  • Foto e video – 11,19€
  • Stato civile – 7,62€
  • Numero di telefono – 5,46€
  • Sesso – 2,66€


I dati principali emersi dallo studio



  • Il 47% degli intervistati afferma che le preoccupazioni relative alla privacy e alla sicurezza delle proprie informazioni personali sono cresciute negli ultimi 5 anni       Solo il 44% crede che i benefici dell’Internet of Things (IoT) superino le preoccupazioni che riguardano la privacy.
  • Il 75% ritiene di avere poco controllo sulle proprie informazioni.
  • L’80% è molto preoccupato sulla sicurezza dei propri dati personali custoditi negli smartphone e il 74% teme per le proprie informazioni personali sui social media.
  • Il 46% non adotta protezioni o accorgimenti particolari per tenere al sicuro le proprie informazioni.
  • Il 61% ha capito che i dati hanno un valore per le aziende.
  • Il 56% sarebbe disposto a offrire alle aziende le proprie informazioni, se fossero ricompensate.
     


“I dati dimostrano che i consumatori sono preoccupati in tema di privacy e sicurezza, ma allo stesso tempo non comprendono a pieno il loro ruolo”. Ha affermato Raimund Genes, CTO, Trend Micro. “Anche chi si ritiene sensibile al tema della privacy non adotta particolari accorgimenti per proteggere le proprie informazioni. Questo potrebbe essere attribuito a un sentimento di impotenza o a una generale mancanza di consapevolezza. È necessaria una maggiore attenzione nella protezione della privacy e nella propria sicurezza e fortunatamente esistono svariati strumenti che possono supportare gli utenti in questo”.


Metodologia della ricerca

La ricerca ha coinvolto 1.903 consumatori in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.



La ricerca completa è disponibile a questo link


Fonte: comunicato stampa 

 

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